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De Rerum Natura
Il creato nella parola

regia: Giuseppe Goisis
con: Silvia Fiori (voce), Alberto Zanini (chitarra), Andrea Martinelli (contrabbasso)


De rerum natura è innanzitutto un piacere del ritmo e dei suoni.
I suoni della poesia e quelli degli strumenti.
Una voce, una chitarra, un contrabbasso.
Svariando dalle Corrispondenze di Baudelaire al blues di Jimmy Cox, dalle Nuvole di Pavese al jazz di Django Reinhardt, dalle Voci del mondo di Schneider alla chançonerie di Jacques Brel.

Accostamenti eccentrici. In realtà, dialogo fra suoni, appunto, che tali restano molto prima di divenire significato.

Non scrisse forse Lucrezio il De rerum natura celebrando, della natura stessa, le condizioni di possibilità, cioè il clinamen, la deviazione dai principi deterministici e fissi, l'urto, l'alterazione eccentrica?

Poi, certo, oltre al suono c'è il rimando gonfio di senso delle parole.
Che ringraziano per frate focu, scorgono petali un poco gualciti, stanano un chiuso silenzio che non cede, ascoltano con triste meraviglia il travaglio della vita e rivolgono alla luna il lungo corso della memoria.

E infine, c'è l'immagine di una scena semplice, i colori pastello di un raduno di campagna, un'apparenza cheta, scanzonata a tratti, con soprassalti acuti di malinconia.



 "... perché se non fosse fatto normale questa deviazione, tutti giù in basso, come gocce di pioggia, cadrebbero nel vuoto profondo, né vi sarebbero mai stati scontri né urti sarebbero stati prodotti, tra i principi; e così nulla mai avrebbe natura creato...Occorre che tu ammetta questo: una piccola declinazione dei principi delle cose"





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