EL VIEJO MUNDO

regia Giuseppe Goisis
con Alberto Zanini (chitarra), Alberto Benigni (percussioni), Andrea Martinelli (contrabbasso), Giuseppe Goisis (chitarra, canto, lettura e azione), Anna Zanetti (canto, lettura e azione), Alessandro Rozzoni (vecchietto), Debora Brenna (ragazza).
luci Massimo Malanchini
trucco Laura Busetti
scena, luci e costumi Compagnia Brincadera
musiche Carlita (Alberto Zanini), Na pancada do Ganzà (Antonio Nòbrega), Truléu da Marièta (Antonio Nòbrega), Desassombrado (Antonio Nòbrega), La bruja (Mägo de Oz), Lunita Tucumana (Atahualpa Yupanqui), El desierto (Lhasa de Sela), El pescador (Josè Barros), La triste noche (Mariana Baraj), Quizas, quizas, quizas (Oswaldo Farres), La vida es un sueño (Alvaro Rodriguez)
testi Ultima mejilla (Mario Romero), Memorie dell’al di là (Machado de Assis), Il fromboliere entusiasta (Pablo Neruda), Cent’anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez), La danza immobile (Manuel Scorza), L’anima innamorata (Alda Merini)

El viejo mundo è un concerto dal cuore teatrale.
Le musiche vengono dal Sudamerica: bossa, cumbia, tango, pancada.
Così le parole: Romero, De Assis, Marquez, Scorza, Neruda.

La scena racconta di storie diverse: quella di un vecchio macilento che gioca come un bambino a spruzzare bolle e sparare alla luna, quella di un Geppetto beckettiano che gioca con il proprio strano pupazzo (non un burattino legnoso, ma un ossuto scheletrino, la Muerte), quella di una donna che gioca a cantare, leggere e trasformarsi nel trucco (la Puta), quella di 3 musici guitti, che giocano a fare se stessi, contornati da una gigantesca Madonna (la Virgen).

Le note, le parole, i gesti, le bolle, lo scheletrino, la luna, i fiori, ogni elemento della scena sta in un rapporto divertito e grottesco con la morte.
È tutto un danzare, sull’orlo dell’abisso.