UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA

Reading musicale
con brani tratti da Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal

regia Giuseppe Goisis
con Alberto Zanini (chitarra), Giuseppe Goisis (lettura, chitarra e canto)

A Praga, in un magazzino interrato, un uomo di nome Hanta lavora da 30 anni a una pressa meccanica, trasformando carta da macero in parallelepipedi armoniosi e sigillati, morti e vivi a un tempo, perché in ciascuno di essi pulsa un libro che l’uomo vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Hölderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche, di Goethe.
Professionista della distruzione dei libri, l’uomo li ricrea incessantemente sotto spoglie diverse, e dal suo mondo sotterraneo promuove uno speciale sistema di messaggi.
Tale lavoro tuttavia, amorevole e artigianale, è destinato a trasformarsi in freddo, inesorabile, efficiente impiego industriale.
Incapace di adattarsi, escluso, Hanta assiste inerme alla fine del suo mondo.